Un’immagine, una città: Ali Asgari a Ercolano per un workshop di regia tra archeologia e cinema di resistenza

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Il MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano presenta “Un’immagine, una città”, filmmaking workshop condotto da Ali Asgari e a cura di Ladoc, in programma dall’8 al 20 giugno 2026.

Tra i più importanti e radicali autori del cinema internazionale, premiato negli anni ai festival di Venezia, Cannes e Berlino, Asgari tiene a Ercolano un workshop di regia gratuito destinato a dieci giovani filmmaker under 35. Un’occasione unica per confrontarsi con il regista di Kafka a Teheran (2023) e Divine Comedy (2025), film capaci di rompere gli schemi narrativi e la dicotomia tra realtà e finzione, tra set e mondo, mostrando come si possa fare cinema con tutti i mezzi a disposizione e in ogni situazione possibile, persino sotto la censura opprimente del regime iraniano.

Fare cinema con quello che c’è, con le risorse che si hanno: questa la lezione che Asgari condividerà con i giovani cineasti. Un cinema che non aspetta le condizioni ideali per esistere, ma trae il meglio dalla situazione reale in cui si trova a operare. Sotto la guida del regista — nato e cresciuto a Teheran e poi formatosi anche in Italia — i dieci partecipanti realizzeranno altrettanti lavori brevi, senza vincoli di forma o genere (documentario, finzione, opera sperimentale), che abbiano come “set” e punto di fuga ideale la città di Ercolano.

Una città carica di storia e cultura, essa stessa un’opera aperta: con il suo sito archeologico tra i più importanti al mondo, le strade del centro storico, il rapporto viscerale con il Vesuvio e con il mare, Ercolano offre ai filmmaker uno spazio in cui il tempo si stratifica e il presente convive con le tracce potenti di un passato che non smette di parlare.

Accanto alla realizzazione dei cortometraggi non mancheranno momenti di confronto teorico e di analisi dei film, ospitati nella prestigiosa cornice del MAV. Sempre al MAV e a Casacinema, a Napoli, è prevista inoltre una mini-retrospettiva delle opere di Asgari, per permettere a una platea ampia di scoprire il suo cinema e dialogare con il regista.

«Ospitare un autore come Ali Asgari significa per il MAV ribadire la propria vocazione: essere non solo un luogo che custodisce la memoria, ma uno spazio vivo in cui passato e presente dialogano — dichiara Ciro Cacciola, direttore del MAV. Ercolano diventa qui un set a cielo aperto, e il cinema lo strumento per leggere la città e il mondo contemporaneo con uno sguardo radicale. Mettere a disposizione di dieci giovani filmmaker la guida di un maestro che ha fatto del cinema una forma di libertà e di resistenza è il modo più autentico per onorare la nostra missione culturale».

Le proiezioni aperte al pubblico

Martedì 9 giugno, ore 19:00 – MAV, Ercolano

Divine Comedy (Iran-Italia-Francia-Germania-Turchia, 2025, 98′)

Commedia politica e surreale presentata all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Bahram, regista quarantenne i cui film non hanno mai ottenuto il permesso di proiezione in Iran, si lancia in una missione clandestina: in sella a una Vespa, accompagnato dalla sua produttrice dalla lingua tagliente, prova a presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo censura, burocrazia e i propri dubbi.

Interverrà, insieme al regista, l’avvocata Shervin Haravi, nata in Italia da genitori iraniani, una delle voci più autorevoli nel panorama dell’attivismo per i diritti umani.

Giovedì 18 giugno, ore 19:15 – Casacinema, Napoli

Kafka a Teheran (Iran, 2023, 77′), co-diretto con Alireza Khatami e presentato a Cannes. Attraverso le storie di persone comuni che si scontrano con barriere culturali, religiose e istituzionali, il film compone il ritratto sfaccettato di una società regolata nei corpi, nei gesti, nelle parole e nelle immagini.

I film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. La proiezione al MAV è a ingresso gratuito.

Con questo appuntamento Ladoc prosegue il suo percorso di formazione per giovani cineasti: dopo i workshop con Béla Tarr (2024) e Mohsen Makhmalbaf (2025), e appena concluso un workshop con Michelangelo Frammartino, Ladoc continua continua a portare in Campania la pedagogia di maestri del cinema mondiale, capaci di trasmettere non solo tecniche, ma un metodo di lavoro e una visione del mondo radicale e, insieme, poetica.

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